Una rete con 50 profili Google non richiede 50 volte il lavoro di uno solo. Se la imposti bene, siamo più vicini a 5 volte; se la imposti male, a 200. La differenza la fa l'organizzazione, non la fatica.
I due livelli
La gestione dei profili Google di una rete si divide nettamente in un livello “dati” (NAP, categorie, attributi, orari), che trae vantaggio dalla centralizzazione, e in un livello “attività” (recensioni, domande e risposte, post, foto), che rende di più se gestito localmente.
Cosa centralizzare
- NAP (nome, indirizzo, telefono): devono essere identici al carattere tra la fonte di riferimento e Google.
- Categorie e attributi: si scelgono una volta a livello di marchio e si applicano ovunque.
- Orari di apertura standard: a livello locale si modificano solo le eccezioni (festività, eventi).
- Descrizione del marchio e parole chiave: uguali ovunque, con i riferimenti locali.
- Caricamento in blocco delle foto per i lanci del marchio.
Cosa decentralizzare
- Le foto locali: staff, prodotti, clienti (con il loro consenso), quartiere.
- Le risposte a recensioni e domande: contesto locale, lingua locale, nomi delle persone del posto.
- Gli orari delle festività: solo il responsabile locale sa quando si chiude per la festa del paese.
- Eventi e post locali: quelli prodotti in sede non hanno un sapore locale.
Le 10 regole d'igiene per una rete
- Un'unica fonte di riferimento per i dati NAP. Non il foglio di calcolo: la piattaforma.
- Nessuna scheda duplicata. Controllo ogni trimestre.
- La stessa struttura di categorie ovunque.
- Orari standard aggiornati entro 24 ore da ogni cambiamento.
- Un responsabile locale indicato per ogni profilo.
- Foto rinnovate ogni mese per ogni punto vendita.
- Risposte alle recensioni entro 48 ore, punto vendita per punto vendita.
- Post pubblicati ogni settimana, alternando nazionali e locali.
- Dati NAP confrontati ogni trimestre con sito, Yelp, Apple e Bing.
- Revisione trimestrale del 10% di punti vendita meno performanti.