I titoli sulla “morte dei negozi di vicinato” sbagliano da cinque anni, in un senso e nell'altro. La realtà del 2026 è più sfumata, e le attività che leggono bene i dati sono quelle che, senza far rumore, vanno molto bene.

I numeri reali (Europa, primo trimestre 2026)

−12%
visite nei centri città nei giorni feriali rispetto al 2019
+8%
visite nei centri città nel fine settimana rispetto al 2019
+19%
visite totali nelle vie commerciali di periferia rispetto al 2019
+27%
visite serali (18-22) nei ristoranti rispetto al 2019

Cosa sta succedendo

  • Il lavoro ibrido ha spostato per sempre i flussi dei giorni feriali fuori dai quartieri degli uffici.
  • I centri di periferia assorbono quei flussi: le persone lavorano da casa e fanno acquisti sotto casa.
  • In molti centri città lo svago serale ha superato la pausa pranzo: i ristoranti che puntano sulla cena vincono.
  • Il fine settimana è più forte ovunque: la settimana piatta del commercio è un ricordo.

Cosa cambia per ogni settore

  • Bar nei quartieri degli uffici: punta su fine settimana, brunch e pomeriggi per chi lavora da remoto.
  • Ristoranti: investi sulle sere, soprattutto dal martedì al giovedì, quando cena chi lavora in modalità ibrida.
  • Negozi in periferia: è il tuo momento. Le visite crescono e i concorrenti guardano ancora ai centri città.
  • Servizi (parrucchieri, estetica): l'apertura il sabato e la domenica è ormai il minimo indispensabile.

Cosa aspettarsi nei prossimi 12 mesi

Le visite nei centri città nei giorni feriali non torneranno ai livelli del 2019: considerala la nuova normalità. La crescita della periferia ha ancora 1-2 anni di margine. Lo svago serale continua a crescere. L'apertura domenicale, dove è consentita, diventerà la regola per le attività locali.